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November 26 Dieci motivi per...Su una testata editoriale italiana dal livello culturale raccapricciante, Eva Tremila, è uscito un articolo di gossip da brividi.
Un anonimo giornalista elenca i dieci motivi per cui Tiziano Ferro non può che essere gay, praticamente facendogli fare, se davvero fosse gay, outing.
Vero, tanto far fare outing a qualcuno non è più penalmente perseguibile... quindi perché non approfittarne.
Elenco i motivi, che rispecchiano un panorama italiano a dir poco grossolano, approssimativo e ignorante.
10. In Bagno in Aeroporto. Nella canzone Tiziano trova la fidanzata/o a fare sesso in aeroporto con un altro, e non si dispera. Dov'è il motivo?! No, grazie, lo so da me che i gay sono promiscui, gli etero no?!
09. XVerso. Altra canzone, altro rapporto sessuale. Questa volta il protagonista è il cantante con una lei/un lui che porta il profumo Fahrenheit (30 gradi Fahrenheit, il tuo profumo scotta), fragranza da uomo. Metà delle ragazze che conosco portano profumi anche maschili... Poi c'è il passo "Uno a me, uno a te, uno a tutti e due", veramente incriminante (?). A detta mia la canzone è comunque ambigua (ma non di certo solo per il profumo).
08. Ti Voglio Bene. Tiziano ha rotto con un amico, e gli canta un paio di versi come "magia che hai rovinato" "fu Latina a farci unire". Nessuno le canterebbe a un amico, quindi è gay (?). Questa poi...
07. Will & Grace. Siccome Tiziano guarda Will & Grace allora è gay (queste sono proprio deduzioni matematiche, io non guardo Will & Grace allora io non sono gay. Seeeeeeee).
06. Mina. Tiziano Ferro ha duettato con Mina quindi è gay (quindi tutti i cantanti che hanno duettato con Mina sono gay, quindi Celentano è gay...).
05. American Beauty. Tiziano ha visto questo film più di dieci volte, quindi è gay (?)
04. Oscar Wilde. Tiziano lo legge, quindi è gay (Diego legge Oscar Wilde e non è gay, io non leggo Oscar Wilde e sono gay...)
03. Londra. Tiziano abita a Londra per non farsi riconoscere, quindi è gay (magari sta in piedi anche, che stia a Londra per farsi i cazzi sua per la città, ma da qui alla deduzione c'è di mezzo la Manica)
02. Gay Pride 2007. Tiziano ha aderito alla manifestazione quindi è gay (perché solo i gay possono aderire?! ma che siamo nel Medioevo?!)
01. Raffaella Carrà. Tiziano ha dedicato una canzone alla Carrà (questa non si può contestare, è troppo grossa, è l'unica che passo come passabile di sospetto).
Fa ridere leggere questo articolo, ma fa anche tanto riflettere. Non me ne frega di chi si porti a letto il caro Ferro, e, essendo pure famoso, non può esimersi dal gossip (l'altra metà della medaglia). Ma certi passaggi fanno tremare se letti e analizzati più in profondità. Perché il pubblico di Eva Tremila sono le donnine dal parrucchiere, dall'estetista, quelle che rimpilzano di soldi le tasche di Costanzo e De Filippi, le fan di Grande Fratello e Amici. E sono la maggioranza. E a loro si propina 'sta zolfa trita e ritrita. La caccia al diverso, l'elenco di stupidi stereotipi... quando si faranno passi avanti?! November 25 Gita alle Pale EolicheSebbene con una settimana esatta di ritardo ho uploadato le foto dell'escursione guidata da Dario alla Centrale Eolica vicino Castellina Marittima, domenica scorsa.
Buona visione! November 23 Alicia Keys - No OneEcco il testo di una canzone che ultimamente mi riecheggia spesso nella testa,
la canta Alicia Chiavi (come soprannominata dall'impareggiabile Dario l'Ingegnere),
suvvia non fate quelle facce,
se volevo sconvolgervi davvero postavo Gimme More di Britney Spears! :-P
No One
Alicia Keys
I just want you close Where you can stay forever You can be sure That it will only get better You and me together Through the days and nights I don't worry 'cuz Everything's going to be alright People keep talking they can say what they like But all i know is everything's going to be alright No one, no one, no one Can get in the way of what I'm feeling No one, no one, no one Can get in the way of what I feel for you, you, you Can get in the way of what I feel for you When the rain is pouring down And my heart is hurting You will always be around This I know for certain You and me together Through the days and nights I don't worry 'cuz Everything's going to be alright People keep talking they can say what they like But all i know is everything's going to be alright No one, no one, no one Can get in the way of what I'm feeling No one, no one, no one Can get in the way of what I feel for you, you, you Can get in the way of what I feel I know some people search the world To find something like what we have I know people will try try to divide something so real So til the end of time I'm telling you there is no one No one, no one, no one Can get in the way of what I'm feeling No one, no one, no one Can get in the way of what I feel for you, you, you Can get in the way of what I feel for you November 09 Il Mago di Ursula Le GuinHo terminato qualche giorno fa un libro fantasy di Usula Le Guin, intitolato "Il Mago" (o anche "Il Mago di Earthsea" a seconda degli adattamenti).
E' un libro semplice, ma allo stesso tempo complesso. La storia parla della formazione del giovane Ged, detto lo Sparviero, promesso mago dalle innate capacità, alle prese con un mondo costituito da un grande arcipelago disperso in un oceano ancora più grande e apparentemente senza fine. Gli elementi di un buon libro fantasy ci sono tutti, a cominciare dai misteriosi draghi, dalla magia che imperversa ovunque, da antichi poteri sigillati nella terra, e oscure presenze. Ma allo stesso tempo, la narrazione e lo sviluppo dei personaggi invece di essere sostenuta solo da combattimenti, scontri, nazioni in pericolo, è condotta dal più intimo ma atavico scontro fra chi siamo e chi non vorremmo essere, è portata avanti come conoscenza di sé, del singolo che scoprendo i propri limiti li può far propri e superare. Un ottimo romanzo di formazione. Ed è emblematico che il cattivo alla fine sia proprio in noi stessi... November 06 Chinese & ChineseMi ritrovo ancora a riflettere sul weekend di Ognissanti.
C'è una particolarità che non avevo sottolineato prima.
Sono stato, nel giro di due giorni, allo stesso ristorante cinese, ma per motivi nettamente differenti. Mi è venuto da pensarci come ultimamente, sarà colpa del clima novembrino, mi capita spesso. Premetto che a me il cinese italiano piace come cucina, e, nonostante tutto, mi ci sono pure trovato bene anche in Cina (il che la dice lunga sul mio adattamento culinario). Andiamo ai particolari.
Venerdì sera c'è stata la festa di laurea di Georges, abbiamo mangiato, s'è bevuto (pure i liquori, cinesi e italiani sono scorsi a fiumi!). C'era da festeggiare un ottimo risultato, un caro amico che finalmente aveva raggiunto un traguardo importante. E nonostante la stanchezza della giornata in quel di Lucca, e il raffreddore che stava bussando alla porta, è stato divertente, piacevole e istruttivo (per Dario a cui ho impartito lezioni di cucina cinese :-P)!
Domenica a pranzo, dopo lo stage, sono andato da solo allo stesso ristorante. In fin dei conti è una cucina veloce, e io ero molto stanco, e solo a casa. Così sono andato per la prima volta a pranzare da single in un locale. Non c'era più quell'allegria, quel divertimento della battuta, dello scambio e dell'assaggio dei piatti altrui... non c'era né magia né ironia. Solo molta quotidianità. Triste e piatta abitudine, quella di mangiare, esigenza necessaria, senza nient'altro da aggiungere. Lì sono cominciati i miei pensieri. C'era un signore sui cinquant'anni, anche lui single al tavolo. Chissà dove sarò a quell'età. E quanti altri pranzi e cene mi aspetteranno da solo.
"Dove sono i tuoi amici?" mi ha chiesto la padrona del ristorante prima di pagare il conto.
"Dove sono?" Andreas JaviraMi chiamo Andreas, Andreas Javira. Sono spagnolo. Ma in verità son così tanti anni che me ne sto in questa città di Firenze che ormai l'italiano lo parlo come una seconda lingua. Se dovessi esser sincero è anche merito di mia madre, che era italiana, ma non ho voglia di annoiare con questi racconti del passato. Sennò ne avrei di cose da raccontare, almeno saprei come rinverdire le giovani menti che ormai non si ribellano più al sistema, e credono ciecamente solo nella moda e nel sesso e nel proprio compiacimento. Beh, dal mio punto di vista sono proprio perdite di tempo, e, fidatevi, detto da chi ne ha assai di tempo, lo sono davvero.
Da dove posso cominciare allora a raccontarvi qualcosa? Quasi quasi ci rinuncio in partenza che dubito riusciate a cogliere le sottili linee che collegano ogni particolare e danno profondità e chiarezza all'arazzo del mondo. Ma proverò comunque, spinto dalla mia vena creativa, e umanamente generosa. Tanto, in barba agli anziani, non ci crederete neppure.
Per chi conosce Firenze sarà divertente sapere che dei mostri, degli umani impazziti per capirsi, sono lasciati liberi di circolare nei boschi intorno alla medicea cittadina. Non sono dei begli incontri da fare, fidatevi. Soprattuto di notte, al buio. Tanto più che, cazzo, come faceva a vederci lui senza problemi?! Vabbé andiamo per ordine.
Era una tranquilla sera come le altre, e Virginia mi chiama per informarmi che mi vuole vedere. Esco dal mio appartamentino in zona Statuto, prendo la mia Punto verde e vado da lei. Ginevra, la sua assistente, una poverina che mi fa una pena che non vi dico, mi apre e mi porta nello studio. Virginia è a rovistare sulle sue solite scartoffie, fa l'antropologa e la paleontologa, o per meglio dire, la tuttologa di storia/lingue/culture esotiche. Muoviti, non stare impalato, che non porta bene, c'è da sbrigare una commissione per il Principe, vai di qua e vai di là, è ora che si dimostri che sei qualcuno anche tu. Ho capito. Prendo, mi appunto i dati e vado all'appuntamento a casa di Madeleine, una tipa sofisticata ma, devo ammetterlo, di buon gusto dell'alta società. La vista della Firenze notturna dal suo attico è qualcosa di favoloso. Farebbe mozzare il fiato. Ma uno non ha il tempo di adattarsi che viene spedito nel bosco con altri tre tipi, un massiccio mattatore notturno, al limite del sadomaso, una bellissima ragazza con la puzza sotto il naso e l'innata passione per il comando e le armi da fuoco (certe cose le si leggono negli occhi direttamente), e un tipetto snob, pure lui, le cui doti sono bene nascoste e alquanto inutili al momento. E' un abile parlatore e sa farsi intendere dagli altri. E' carismatico. Peccato che nel bosco sia del tutto inutile. Già, si devon trovare delle cose, delle informazioni, e le tracce vanno nei colli intorno a Firenze, fra i ginepri e i castani, ma poi finisce che viene giorno, e ci nascondiamo a casa di colui che dovrebbe farci da guida ma non si fa trovare. In compenso ci ritroviamo fra i piedi un fuggitivo diffidente e palesemente raccontaballe. Non si fiderà, giustissimo, chi si è mai visto prima di stanotte? Ma com'è che te scappi del centro del bosco e ti insegue quel pazzo omicida? Mah...poi quello ti chiama anche per nome, vorresti continuare a dire che non lo conosci? In effetti forse è solo lui che conosce te. Ma non importa, restiamo assediati lì praticamente per due notti e alla terza il padrone di casa ci viene a salutare incazzato come non pochi. E lo sapete che qui si deve chiedere il permesso, e chi siete e questo pazzo l'ho dovuto sistemare io e via discorrendo. Me ne sto zitto, è inutile parlare con chi ringhia come un lupo. Il raccontaballe è costretto da Tropio, il tipo che ringhia per l'appunto, a condurci da dove se ne scappava. Un confortevole, ma un po' asettico, laboratorio nascosto nel mezzo del bosco. E lì troviamo qualche informazione che ci interessa. Ma il raccontaballe, che ma guarda un po' era uno di quelli che cercavamo se ne è già filato via verso il centro città. E vai a inseguirlo. Ma Madeleine chiama, vuole i progressi, che in realtà han fatto più loro in città che noi nella selva oscura. Così nella zona dello stadio mi ritrovo a guidare la mia Punto con il massiccio Rein a bordo. Non è che sia molto sveglio, ma è divertente. Non fa ragionamenti complicati, e risolve tutto molto direttamente. E quando non si sa da chi si va, è la migliore compagnia. Gli altri due son venuti in auto di lusso, con maggiordomo al volante. Una cosina chic... e molto sfacciata. Qui dai troppo nell'occhio se ti comporti così. Ma tant'è... le redini le tengono loro no?! Ho l'illuminazione e troviamo l'appartamento. Quello che succede là dentro mi ha cambiato profondamente. E cambiarmi profondamente ormai è assai dura. Ma è successo. Ahimè... chi si cercava, il Sire del raccontaballe, muore sotto i nostri occhi. O almeno se è davvero lui, ma parrebbe di sì. Troviamo strani simboli in quel ricovero, ma era uno stregone, che altro volevi trovarci da lui? Mi ritrovo fra le mani, col mio sesto senso, un taccuino scritto a mano. Pare un assurdo e incomprensibile compendio di segni, simboli e quant'altro si voglia divertire la mente a scrivere con inchiostro e penna. Insomma non ci capisco una mazza. Lo porto da Virginia, mi assicura che è tedesco antico, ma dopo due notti di studio non riesce a tradurlo. Così con gli altri si va dallo strozzino, che per usciere c'ha uno che si fa chiamare l'Ebreo e lo è di nome e di fatto, pretende soldi per conoscere il capo, soldi per parlarci e soldi per vederlo. Fortuna, o sfortuna, arriva un frate, che visibilmente è un topo di fogna da come si comporta e da come è, ed è insieme al fedifrago raccontaballe, quel Kramer sfuggitoci qualche notte prima. Loro cercano il taccuino. Noi chi sa leggerlo. In più c'è un simbolo che compare ricorrente e pare ricollegato a culti maledetti. Alexius, il frate di fogna, suggerisce di andare a Monaco di Baviera, e da lì al paesetto di origine del compianto, non da me, autore del manoscritto. Kramer si offre di venire con noi, palesemente mosso da interessi personali, ma dubito che sia il solo a muoversi in questo modo. A me scoccia un po' come idea, poi però Virginia insiste. E mi ritrovo sull'aereo privato di Syn, il figlio di Madeleine, in volo per Monaco. Non so il tedesco e la cosa mi turba. Mi preparo cercando di imparare l'ABC, e sfruttando la presenza di Kramer che lo conosce bene. Lilian, la tipa snob s'è portata la tata nera per il viaggio. Divertente, perché vuole offrire limonate fresche a tutti, ma sapete com'è siamo un po' tutti intolleranti... A Monaco Lilian ha provveduto alla sistemazione, lei pare c'abbia il Sire di lì, con tanto di terre e possedimenti, e poi di famiglia è una molto conosciuta. Lì scelgono tutti da queste famiglie autorevoli. Non comandassero le umane lobby li avrebbero già sputtanati da secoli, i nostri cari sangue blu. Ma andiamo avanti. Finisco in camera con Kramer, e scopro che è pure sonnambulo. La cosa mi turba un po'. Salutiamo il Principe, che se la spassa in un elysium circondato da donne floride e ben dotate, e faccio conoscenza con la fauna locale. Qui le vacche sono tutte un po' troppo alcolizzate o dopate. O forse sono io che non sono abituato al sangue tedesco? E ora che si fa che Alexius, che è voluto venire con noi, no aspetta, è lui che ha fatto in modo che si venisse lì col taccuino, insomma che si fa ora che Alexius è sparito nelle fogne di Monaco, o chissà dov'altro? Si deve comunque andar subito in quel paesetto di cui mando ricordo il nome? Mi sa proprio di sì. Ma io sento puzza, attivo i sensi e mi sento innondare da brutti presentimenti. Un po' come quando le anime mi perseguitano perché mi nutro di una loro parte. Ma da quello si apprendono tante cose, davvero. Insomma forse è meglio davvero conoscere approfonditamente la fauna locale. Intanto aspettiamo la nuova notte. Porterà consiglio la morte giornaliera?
Chissà...
...dal diario di Andreas Javira...
November 05 Dopo OgnissantiE' passato, e' passato il lungo weekend di Ognissanti...
e come quando qualcosa giunge al termine, è il momento della valutazione, se si è bravi a farla.
Lucca Comics: un caos, davvero un caos, e ci sono stato il venerdì (che fra tutti i giorni era il meno affollato). Per la prima volta avevo stilato l'elenco delle cose da comprare, e praticamente non l'ho seguito. Ho comprato tutti gli arretrati di Oh, Mia Dea!, il manga più che decennale di Hosuke Fujishima, a cui sono malinconicamente legato dai tempi di Kappa Magazine, la rivista contenitore che leggevo alle superiori. Ora alla Star Comics si son decisi a ripubblicare il manga in volumetti, e io a leggerlo con continuità, sviluppi ulteriori in post futuri, se ne avrò voglia. Praticamente non toccato il reparto fantasy e quello magic, eppure ero partito con grandi propositi. Ma, lì arrivato mi sono ritrovato arenato in un dilemma. Che senso spendere soldi in qualcosa che non posso usare?! O che, visibilmente, mi comincia a dare intolleranza (e non parlo in questo caso delle Magic...). C'è da riflettere, c'è da riflettere...
Stage Nazionale di Karate: l'VIII stage nazionale fedika svoltosi a Peccioli (beh sì proprio Peccioli, nessuno è perfetto), mi ha colpito profondamente. Nel senso che mi devo dare una svegliata. O mi muovo seriamente, o si fanno i fagotti e ognuno per la sua strada. Maestri differenti, argomenti vari, volti umani in rapida alternanza, facce più o meno gradite, felici, commosse, scostanti, montate, umiliate, allegre, stanche, distrutte. Tecniche e kata, il kumite che non mi ha fatto "paura" (sì c'è da riflettere). Cena con vino e noiosità varie. Momenti di apprendimento, momenti comunitari, momenti, troppi, di solitudine. Esami di dan. Già... c'è da rifletterne a lungo...
E' ovviamente anche accaduto altro, feste, cene, incontri/scontri. Nuovi volti, vecchi sorrisi.
Altri avvenimenti su cui soffermarsi.
Ma il tempo stringe. E devo andare.
Mi porterò i pensieri con me.
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